Essay On

About the Artist

Testo Critico

Daniele Astrologo

“Le stanze del contemporaneo” mostra vincitori del PREMIO NOCIVELLI presso Palazzo Martinengo, Brescia.

L’accelerazione del progresso tecnologico accresce la distanza tra il presente e il passato e genera uno scarto incolmabile di vedute e di mentalità nel breve tempo di due generazioni. Si ha così la compresenza di registri linguistici diversi e stratificati che trovano nell’arte di Adonai Sebhatu la loro degna rappresentazione. Qui le piante di geometri e di architetti si confondono con gli schemi elettrici fino a costituire il piano uniforme su cui prendono corpo porzioni di vita contadina, opportunamente dipinta. Una vita in netto contrasto con gli acetati delle planimetrie e dei circuiti elettrici, eppure, proprio in forza di questa distanza linguistica, emerge una dimensione simbolica che unisce le parti. La natura espressa dai contadini, il loro umanesimo attecchisce e cresce in un mondo sempre più dominato dall’industria tecnologica, assumendone in parte gli elementi artificiali. Un processo di assimilazione di cui si intuisce la sorte, perché questo nucleo di vita sta in realtà scomparendo tra le linee del progresso. Nell’arte di Adonai Sebhatu si sta consumando un dramma che vede contrapposto l’antico e il moderno, con all’orizzonte il tramonto di una civiltà rurale sempre più connotata da requisiti hi-tech, che in fondo non le appartengono.

Testo Critico

Marcello Francolini

 

Mostra “Linea di contorno, creatività differenti” presso Complesso Monumentale di Santa Sofia. Salerno 

Questo giovanissimo artista sembra per niente sedotto dalla fede scientifica, sembra piuttosto proiettato nel tentativo di costruire degli idilli di sapore antico e lontano. La sua indagine si muove intorno all’uomo nel senso che si muove lungo il perimetro che lo costeggia, il paesaggio. Eppure questi luoghi prendono forma proprio dai residuali più nitidamente significativi della società elettronica, i componenti in pub per le schede dei computer. Parti assemblate entro un nuovo contorno, come in un intervento di casellamento mosaica. Il materiale scompare sotto la parvenza di un’immagine quieta, posata , come nei paesaggi autunnali dell’Emilia; o evidenzia la propria materia nella plasticità di architetture urbane, di città evacuate dal tempo (Testo scritto per la mostra “Linea di contorno” /Collezione Fabio e Leo Cei)

Testo Critico

Alice Rubbini

Forse, nella catena di riciclaggio e gestione dei rifiuti, o scarti, non era stato considerato che questi potessero essere colti per diventare parte essenziale di un’opera d’arte. Tale gesto, che sta diventando una naturale inclinazione del fare quotidiano, oltre che una vitale necessità planetaria, è ciò che Adonai Sebhatu ha mutato in logica formalizzazione del proprio lavoro e parte fondamentale del suo progetto creativo. 

Non qualunque rifiuto (ovviamente), ma le componenti ,le parti “fisiche” del computer, elementi così rapidamente obsoleti, arcaici, inutili, ora sezionati e ristrutturati, condotti ad un disegno evocativo che traccia mappe e percorsi di città elettroniche.